Realizzazioni sportive 2007 di Giovanni Battista Torelli

 

 

Come ogni anno cerco di cominciare a stendere un bilancio di quanto fino ad ora realizzato e quanto altro conto di realizzare fino alla fine dell’anno.

 

Per questo anno 2007 mi sono ripromesso di concludere senza oneri di tempo, come mio costume, almeno una prova non inferiore alla maratona ogni mese con un totale quindi di almeno 12, senza quindi contare quelle inferiori alla maratona stessa che qui peraltro non citerò se non per inciso e per completezza per le prime.

 

1. Si parte come al solito a gennaio con la classica 3 comuni che ben conoscete e che per me è stata già una bella fatica non essendo evidentemente nella giusta condizione per una decente figura e che mi ha quindi lasciato un poco preoccupato.

2. Agli inizi di febbraio ho corso come negli anni precedenti la Maratona sulla sabbia a S. Benedetto del Tronto in una bella giornata dopo una notte insonne passata ad una festa di compleanno, ma che mi ha visto comunque in ripresa avendo concluso la prova nonostante parecchia sabbia molle, appena sotto le 3h20’ 2° di categoria. Alla fine del mese ho corso anche la Roma-Ostia, purtroppo quest’anno tragica, con un tempo non eccezionale ma valevole di 1h27’.

3. Nel mese di marzo ho corso quindi la Strasimeno di 58km, di cui oramai sono un habituè e che quest’anno era leggermente più corta e con meno salite e nella quale mi sono ben difeso fino al 50° quando ero ancora 2° di categoria per poi cedere nettamente nel finale per una errata alimentazione giungendo quindi solamente 5°.

Alla fine del mese ho partecipato poi alla Maratona di Roma in cui ho pure dato una discreta prova di me, ma, anche a causa di un infame numero di pettorale che mi ha costretto ad inseguire per buona parte del percorso lasciandomi senza energie nel finale, non sono riuscito anche se di poco a scendere sotto le tre ore fermando il cronometro del real time a 3h00’54”, comunque una buon recupero rispetto alle prove precedenti ed un buon viatico per quelle a seguire.

4. Il mese di Aprile si è concluso per me con una fantastica gita in occasione del ponte del 25 che ho svolto nella città di Madrid nella quale, come ovvio, ho corso la maratona di domenica 22. Stupenda città, Madrid, viva e ben organizzata, in cui abbiamo avuto modo di divertirci e di visitare luoghi e musei di grande interesse; la maratona, al contrario, tutta cittadina e con un percorso obbiettivamente interessante, presenta notevoli dislivelli per un percorso non di montagna che impegnano notevolmente muscoli e cuore con i primi 5 chilometri tutti in salita che  lasciano già senza fiato prima ancora che entri nel vivo. Corsa dura, quindi, ma con un risultato di cui posso essere contento, essendo rimasto nei pressi delle 3h05’.

5. Ecomaratona dei Marsi

Di nuovo a Collelongo dopo una assenza di due anni in una giornata primaverile fortunatamente senza neve e con un percorso leggermente variato rispetto ai precedenti che l’ha resa più lenta anche se i numeri di percorso e dislivello dicono di no, fors’anche per la notevole presenza di fango proprio nella deviazione ma che si è conclusa per me con una bella soddisfazione avendo per la prima volta in questa corsa ottenuto il primo posto di categoria anche se con un tempo leggermente peggiore a riprova delle maggiori difficoltà del tracciato.

Passatore

Ed eccoci di nuovo al passatore corso per la terza volta in carriera e a cui per scaramanzia non volevo tornare avendo alla seconda partecipazione ottenuto un fantastico ventesimo assoluto. Ma tant’è i ricordi passano e la strada resta lì ad aspettarti e a matterti alla prova ancora una volta perché le imprese riescono o meno ma il domani, parafrasando Vasco Rossi, arriva lo stesso e va affrontato a viso aperto con coscienza ma senza rinunciare a gettare il cuore oltre l’ostacolo e a mettere in tutto quel pizzico di follia che ci rende uomini.

Così di nuovo a Firenze, di nuovo sulla linea di partenza e via verso Fiesole ed il passo delle Cento Croci, Borgo S.Lorenzo e la Colla e giù verso Marrani e Brisighella fino a Faenza di notte con la luna che sembra accompagnarti ma stavolta con una certa assenza ed indifferenza, senza partecipazione come se la mia scarsa forma ed ancora di più la mia scarsa forsa di volontà fossero percepiti anche da selene.

Come dicevo forma scadente e difficoltà fin dall’inizio tanto che avevo difficoltà a rimanere con i pupilli di Fulvio Massini che ci seguiva in motorino e che allungavano in salita ma a Borgo s.Lorenzo ho lasciato per proseguire mentre loro si sono fermati. Raggiunta con difficoltà la Colla sotto un cielo che prometteva acqua che comunque ho incontrato anche se per poco tempo dopo Marrani, ho continuato sempre più demoralizzato in discesa e mi sono preso anche qualche minuto di riposo al calar delle tenebre, evitando quindi l’acqua, ma deciso comunque a finire la corsa e, correndo e camminando, sono giunto infine a Faenza parecchio stanco ma con un cronometro incredibilmente decente 9h33’ e 40° assoluto.

Come premio per tale posizione ho ricevuto un orologio da muro quasi a voler significare “A quest’ora hai il coraggio di presentarti?”

6. Supermaratona dell’Etna da 0 a 3000

I primi di giugno sono quindi andato a Linguaglossa, ridente paese sulle pendici nord dell’Etna, per partecipare alla supermaratona (43 km) dell’Etna con partenza dalla spiaggia di Fiumefreddo a quota 0 ed arrivo alla bocca del vulcano a quota 3000 metri con un percorso interamente in salita con i primi 33 km su asfalto fino a Piano Provenzana a quota 1840 mt, poi 8,5 km di sterrato duro fino a quota 2800 e l’ultimo chilometro e mezzo su neve fresca fino a quota 3000.

Parto da Roma in treno di notte senza cuccetta essendo rimasto solo, avevo programmato di andare con amici non podisti e la loro rinuncia all’ultimo momento non mi ha permesso di prenotare l’aereo, cosa peraltro replicata al ritorno, con l’ultimo tratto dalla costa a Linguaglossa fatta con l’autostop non essendoci messi pubblici disponibili. La mattina successiva partenza all’alba con un pulmino verso la spiaggia e quindi partenza della corsa dalla spiaggia stessa con prima parte abbastanza dura con regolarizzazione della salita man mano che la quota saliva e la vista si allargava sempre più in basso in un paesaggio sempre più incantevole e che alternava zone brulle ad altre boscose ed ombreggiate. A Piano Provenzana ci siamo cambiati per l’ultima parte della salita fatta con tempo in peggioramento in quota appesantiti dalla fatica e dall’altitudine in un paesaggio fattosi lunare con l’esclusiva presenza di pietre laviche dal rosso scuro al nero e scheletri di alberi bruciati dalle eruzioni più recenti e così abbiamo raggiunto il campo base a quota 2800 dove sostavano i mezzi che poi ci avrebbero riportato a Piano Provenzana e da cui partiva l’ultimo incredibile tratto su neve fresca con nuvole e vento tanto da rendere il traguardo posto poco oltre quasi indistinguibile se non all’ultimo momento, quasi un miraggio alpino.

Ma anch’esso è stato finalmente raggiunto affondando i piedi nella neve fresca e tirando il fiato che diveniva ad ogni passo più pesante per l’altitudine e la fatica.

Alla fine la soddisfazione di un tempo più che decente,viste le difficoltà, 4h25’ e soprattutto un 17° posto assoluto ed una insperata vittoria di categoria con consegna della relativa coppa che conservo gelosamente.    

 Mercantour

Ad una sola settimana dale fatiche dell’Etna mi appresto a correre, stavolta in compagnia, con Massimo Giudobaldi, Domenico Peruzzini, Giovanni Baldini, Marco Galletto, Simone Misazzi, ecc. ecc. ilGrand Raid du Mercantour” nelle api marittime francesi, 104 km e 7500 metri di dislivello positivo corsa biennale di cui avevo corso l’edizione precedente ma che nel frattempo, per precisa scelta dell’organizzazione, è divenuta la più dura corsa trail d’Europa con salite impervie e durissime e discese spaccagambe su pietraie infami e spesso pericolose, inserite però in un paesaggio che definire meraviglioso è riduttivo e attraversando passaggi interdetti a qualunque mezzo che non fossero i piedi dell’escursionista e con vista su vette e laghi alpini, accompagnati da camosci e stambecchi e con i fischi delle marmotte e dal fruscio delle ali dei rapaci diurni (forse avvoltoi pronti a raccogliere i resti dei podisti caduti).

         Evidentemente però le fatiche pregresse mi hanno fiaccato oltre il previsto e questo, associato alla durezza estrema ed imprevista del percorso, mi ha reso un calvario la percorrenza della corsa stessa facendomi percorrere con difficoltà le salite ma soprattutto le discese facendomi giungere al traguardo letteralmente piegato in due per un dolore al fianco che nell’ultima durissima discesa mi ha fatto inclinare sulla sinistra tanto da rendermi difficoltoso anche solo camminare.

Ovviamente il tempo di percorrenza è andato ben al di là delle mie più nere previsioni ma comunque all’interno di quello concessomi dall’organizzazione e tutto questo mi ha permesso di riscaldarmi dopo il traguardo col la felpa personalizzata destinata agli arrivati e che mai per me è stata così sudata e alla fin fine meritata. 

7. Swiss Jura Marathon

Avendo sentito parlare di questa prova ho cominciato ad interessarmi ad essa già nel dicembre precedente ed I primi di gennaio, dopo uno scambio di e-mail con l’organizzatore svizzero Tedesco Urs Schupbach, ho deciso di iscivermi anche se con tutti I dubbi che si possono avere ad affrontare una prova di 350km e 12000 metri di dislivello positive in sette tappe con percorrenze giornaliere tra 46 e 54km patte sempre su sterrati e per lo più attraversando pascoli in cui le mucche girano liberamente e che, seppur abituate al passaggio di escursionisti e generalmente tranquille, possono incutere sempre una certa apprensione quanto un bovide cornuto si accosta minaccioso in un ambiente certo più congeniale a lui che non a te.

         Approfittando anche del fatto che una compagnia aerea low-cost effettua voli diretti da Roma a Ginevra (partenza della corsa) e da Basilea (arrivo) a Roma, sono partito agli inizi di Luglio per questa avventura.

Arrivato a destinazione sono stato subito ben accolto dall’organizzazione e per fortuna, essendo l’unico italiano del gruppo, ho fatto amicizia con due ticinesi, Luciano e Mauro, che mi hanno fatto compagnia per tutta la corsa.

         Il percorso prevedeva tappe giornaliere con arrivo in centri sportivi dove riposavamo per partire il giorno dopo verso una nuova meta fino ad attraversare tutto il massiccio del Jura ai confini tra Francia e Svizzera fino all’arrivo sulla piazza della cattedrale di Basilea. Percorso affascinante e non particolarmente duro anche se qualche passo di montagna su pietra non è mancato, ma purtroppo bersagliato dal cattivo tempo con le prime quattro tappe corse sotto una pioggia battente e continua che rendeva i passaggi su pascolo particolarmente scivolosi con le scarpe che via via si riempivano di fango e di quanto le mucche lasciavano sul terreno mischiato al fango, ed anche una bella spruzzata di neve nel punto più alto della corsa a quasi 1700 metri di altitudine.

         Fortunatamente, quando oramai demoralizzato credevo che mi stessero spuntando le radici tanto ero innaffiato, il tempo si è rimesso prima timidamente e l’ultimo giorno decisamente permettendoci di arrivare a Basilea in pieno sole.

Bella premiazione poi con premi degni della ricchezza della nazione ed io, pur giungendo 14° ho ricevuto ben due marenghi, ovviamente svizzeri, d’oro e poi cena in birreria con Luciano e Mauro in una famosa fabbrica artigianale di birra nel centro di Basilea.

8. Gax 100 miles

Già da gennaio mi sono messo alla ricerca di una manifestazione sportive di lunga lena a cui poter abbinare le vacanze estive e dopo una ricerca su internet ho individuato una 100 miglia trail da correre i primi di agosto nel sud della Svezia, con partenza ed arrivo nella calma cittadina di Ystad, importante porto del Baltico.

In effetti, avendo avuto un buon riscontro dall’organizzatore, ho deciso di partecipare anche attratto dalla natura che avrei incontrato e dal fatto di percorrere circa 80 km lungo le spiagge del Baltico.

         I primi di Agosto siamo partiti in aereo fino ad Amburgo e da lì in macchina fino ad Ystad attraversando il nord della Germania, in traghetto in Danimarca ed il ponte sull’Oresund tra Copenhagen e Malmoe in Svezia, 24 km di ponte costruito in 5 anni, il tempo che da noi non basta per costruire un cavalcavia! Attraverso questo ambiente fatto di baie e golfi sempre a contatto col mare arriviamo ad Ystad per scoprire che alla corsa non partecipavano che 25 persone con una organizzazione estremamente spartana con i controlli ed i rifornimenti ogni 40 km ed il percorso segnato solo sugli alberi a cura delle municipalità forse vent’anni prima e quindi quasi interamente cancellato, in pratica quasi una corsa di orientamento ma di 160km. Comunque si parte la mattina presto del 4 Agosto e vedo che gli altri atleti sono abbastanza tranquilli anche se tutti più giovani di me e quindi attraverso un bellissimo paesaggio naturale tra boschi e campi coltivati con laghi e stagni con la vista talvolta della fauna locali compresi falchi ed alci scandinave procediamo fino a che non mi ritrovo in testa al primo controllo. Purtroppo, come era facile prevedere, essendo solo finisco per perdermi nei boschi e solo grazie alla bussola ed ad certo senso di orientamento riesco a ritrovare il percorso ed arrivare al secondo controllo con 2 ore di ritardo quando oramai l’organizzazione mi aveva dato per disperso e stava liberando i cani per venirmi a cercare. Da li, circa metà strada all’ottantesimo chilometro, il percorso correva lungo la spiaggia, in alcuni punti sabbiosa, in altri rocciosa il che ci costringeva a risalire verso l’interno per aggirare i punti rocciosi stessi siamo scesi verso sud e poi sud-ovest verso la meta.

         La parte più spettacolare l’ho percorsa dal calar del sole all’alba lungo la spiaggia lambita dalle onde con una leggera risacca da bassa marea ed i continui richiami degli uccelli marini e, sopra di me, la luna piena mentre all’orizzonte verso terra un faro mi indicava sommariamente la direzione e, verso mare, il passaggio per me silenzioso, di grosse navi rendeva il tutto ancora più suggestivo.

Poco dopo l’alba, poi una ripida scogliera che ho dovuto scalare dalla spiaggia, e poi percorrere in alto, nella nebbiolina tipica di queste latitudini, mi ha fatto vivere una atmosfera che mi ha ricordato quanto scritto nei libri dei romantici inglesi e riprodotto in tanti film, senza dimenticare che tutto questo avveniva ai limiti di una zona di esercitazione dell’artiglieria pesante dell’esercito svedese con il remoto rischio, non palesatosi nel mio caso, di finire come bersaglio nelle esercitazioni stesse.

Alla fine, alle 8 della domenica sono finalmente giunto dopo essermi perso altre innumerevoli volte con andata e ritorno per sentieri sconosciuti, solamente quinto al traguardi ma comunque soddisfatto di aver concluso questa prova ma soprattutto pieno della magnifica e per certi versi mistica esperienza compiuta.

         Finita la corsa ci siamo concessi 10 giorni di meritata vacanza tra il sud della Svezia, la Danimarca e il nord della Germania tra scogliere fiordi e città d’arte il che ha forse poco di podistico man non sono mancati brevi allenamenti tra i boschi costieri con un vero e continuato bagno di natura.

 9. Maratona del Mugello

I primi di settembre ho voluto partecipare, per la prima volta, alla Maratona del Mugello, partente da Borgo S.Lorenzo, ben nota ai partecipanti al Passatore, e quindi anche a me che ci sono così ritornato a pochi mesi di distanza, su di un percorso collinare all’interno del Mugello stesso e che si corre stranamente di sabato pomeriggio.

         Anche li, correndo su strade aperte lungo le colline ed in campagna, anche se su strade asfaltate, ho respirato aria salubre e mi sono goduto la buona organizzazione riportando anche un discreto risultato cronometrico appena sotto le 3h10 ma soprattutto un eccellente 2° di categoria.

Il giorno dopo, proprio per non mancare, ho partecipato a Consigliano alla Corsa dell’amatore della Valle Santa, non facendo ovviamente una figura soverchia ma certamente non arrivando tra gli ultimi.

10. Ecomaratona del Chianti

In Ottobre ho partecipato ad una altra prova del circuito delle Ecomaratone che quest’anno si è arricchito di altre e nuove prove tra cui questa Ecomaratona del Chianti con partenza ed arrivo a Castelnuovo Berardenga in pieno Chianti D.O.C. ed in periodo di vendemmia.

Accolti il sabato sera da un ottimo pasta-party innaffiato da vino di qualità, replicato la domenica a pranzo dopo l’arrivo, la partenza si è svolta in un clima sereno ma piuttosto frizzantino, quasi 0 gradi, per poi svolgersi quasi interamente tra dolci colline e calanchi su strade bianche e pochi tratti su sterrato duro o pietra, sostanzialmente più facile per terreno e dislivello di analoghe manifestazioni di montagna e quindi con risultati cronometrici non paragonabili. Un discreto 3h40’ mi ha permesso di cogliere ancora un 2° di categoria

11. 100 Km degli etruschi

In Novembre a Tarquinia si è svolta la prova unica di campionato italiano dei 100km, prova alla quale non potevo certo mancare, anche considerando la vicinanza geografica, ed eccomi quindi schierato al via anche di questa manifestazione.

         Al contrario della edizione dell’anno precedente, conclusa in 8h49’, mi sono reso subito conto di non avere la stessa forma e fin da subito sono stato sulla difensiva cercando soprattutto di non forzare per non sprecare le poche energie di cui disponevo. Questa tattica è stata alla fine premiante e, anche se ho dovuto inserire dei tratti di cammino, mi ha permesso di concludere in un tempo decente, 8h55’ finale e soprattutto 3° di categoria riuscendo quindi ad andare a premio.

12. SanteLyon

Avevo deciso di chiudere la stagione con una maratona tranquilla più vicino possibile a casa e quindi mi ero iscritto alla maratona di Latina, ma, quando oramai ero rilassato una telefonata del mio amico biellese Marco Galletto mi ha riportato in corsa invitandomi a correre la SanteLyon, corsa di 69km in notturna metà su sterrato tra Sainte Etienne e Lione, molto famosa in Francia tanto da essere corsa da più di 30 anni e con oltre 4000 partecipanti.

         Prese informazioni sui costi di trasferimento (volo diretto Roma-Lione 50 € andata e ritorno) e considerando la gradita compagnia compresa quella di Domenico Peruzzini, ho deciso di iscrivermi e partecipare rinunciando a Latina che purtroppo era in contemporanea.

Partito da Roma il sabato mattina giungo a Lione dove piove a dirotto e ciò fa prevedere fango a iosa lungo il percorso. Dopo aver raggiunto gli altri amici al centro maratona andiamo insieme in autobus a Saint Etienne dove veniamo accolti in un enorme hangar dove in un caldo relativo attendiamo la mezzanotte per la partenza rifocillandoci con dolci e succhi di frutta offerti dall’organizzazione.

         Finalmente alle 00.00 precise si parte in 4000 nella notte alla luce delle lampade frontali e con una temperatura vicina agli 0° e asfalto bagnato ci avventuriamo verso gli 850 metri di Cristo en Juresse e St.Catherine alternando asfalto a tratti sterrati ovviamente pieni di fango e quindi talvolta scivolosi specialmente in discesa ma con il conforto di un cielo finalmente limpido e dlla luna piena che rende oltremodo suggestiva questa “passeggiata” notturna. Al 59simo km, dopo l’ultima ascesa (2km al 15% fortunatamente su asfalto) planiamo su di una Lione ancora addormentata con l’alba non così vicina chiudendo con un discreto pubblico ad accoglierci all’arrivo alle 6 e 45 (6h45’ di corsa, brevetto argento, prestazione più che decente) e attendo i miei amici che uno dopo l’altro si presentano e complimenti a Domenico che pur con grossi problemi ad un ginocchio è riuscito anche lui ad arrivare.

 

Tutto qui…. ;-))

 

GB TORELLI